Bruxismo e denti consumati: perché sempre più adulti scoprono di stringere i denti durante il sonno
Una situazione che osserviamo frequentemente durante le visite di controllo è questa.
Il paziente arriva per un controllo periodico, magari senza particolari disturbi, e durante l’esame emerge un dettaglio che spesso lui stesso non aveva notato: i denti mostrano segni evidenti di usura.
A quel punto facciamo una domanda molto semplice: “Ti capita di svegliarti con la mandibola affaticata o con mal di testa al mattino?”
Molto spesso la risposta è: “In effetti sì, ma non avevo mai collegato le due cose.”
In molti casi all’origine di questi segnali può esserci il bruxismo.
Che cos’è il bruxismo?
Con il termine bruxismo si indica l’abitudine involontaria di stringere o digrignare i denti.
Può manifestarsi:
- durante il sonno;
- nelle ore diurne;
- in situazioni di particolare concentrazione;
- durante periodi di stress.
Molte persone non si rendono conto di avere questo comportamento finché non compaiono sintomi oppure finché il problema non viene individuato durante una visita odontoiatrica.
Come ci si accorge di soffrire di bruxismo?
Non sempre è facile.
Uno degli aspetti più particolari del bruxismo è che spesso il paziente non percepisce direttamente il problema.
I segnali più comuni includono:
Denti consumati
È uno degli indicatori che osserviamo più frequentemente in studio.
Con il tempo lo sfregamento continuo può modificare la forma naturale dei denti.
Mal di testa al risveglio
Alcuni pazienti riferiscono una sensazione di tensione localizzata soprattutto nella zona delle tempie.
Affaticamento della mandibola
La sensazione può essere simile a quella che si prova dopo avere masticato a lungo.
Sensibilità dentale
L’usura progressiva può esporre parti del dente normalmente protette.
Disturbi riferiti dal partner
Talvolta il primo a notare il problema è chi dorme accanto al paziente e sente il rumore prodotto dal digrignamento.
Perché si verifica?
Questa è una domanda alla quale la scienza continua a dedicare molta attenzione.
Oggi sappiamo che il bruxismo è un fenomeno complesso e multifattoriale.
In passato si tendeva ad attribuirlo quasi esclusivamente a problemi di occlusione.
Le conoscenze attuali mostrano invece che possono intervenire diversi fattori.
Tra quelli più frequentemente studiati troviamo:
- stress;
- qualità del sonno;
- fattori neurologici;
- abitudini comportamentali;
- predisposizioni individuali.
Per questo motivo non esiste una causa unica valida per tutti.
Lo stress è davvero coinvolto?
Molti pazienti ci pongono questa domanda.
La risposta è che numerosi studi hanno evidenziato una correlazione tra stress psicologico e aumento degli episodi di serramento dentale.
Questo non significa che tutte le persone stressate sviluppino bruxismo.
Tuttavia osserviamo spesso che periodi particolarmente impegnativi dal punto di vista lavorativo o personale possono coincidere con un peggioramento dei sintomi.
Cosa succede se il problema viene trascurato?
Non tutti i casi di bruxismo provocano conseguenze importanti.
Tuttavia, quando il fenomeno persiste nel tempo, possono comparire alcuni problemi.
Tra i più frequenti troviamo:
- usura dentale progressiva;
- fratture di denti o restauri;
- aumento della sensibilità;
- sovraccarico muscolare;
- fastidi articolari.
Per questo motivo è importante identificare precocemente il problema.
Il bite risolve sempre il bruxismo?
Probabilmente questa è una delle convinzioni più diffuse.
In realtà il bite non elimina necessariamente la causa del bruxismo.
Il suo ruolo principale è proteggere denti e strutture orali dagli effetti delle forze generate durante il serramento o il digrignamento.
Per spiegare il concetto ai pazienti utilizziamo spesso un esempio semplice.
Il bite può essere paragonato a un casco indossato durante un’attività sportiva.
Non impedisce l’attività stessa, ma aiuta a ridurre i danni che potrebbe provocare.
Quando è opportuno effettuare una valutazione?
Una visita può essere utile quando compaiono uno o più di questi segnali:
- denti che sembrano consumarsi rapidamente;
- mal di testa frequenti al risveglio;
- tensione mandibolare;
- sensibilità dentale senza una causa evidente;
- rumori notturni riferiti dal partner.
Quanto prima si individua il problema, tanto più semplice sarà limitare eventuali conseguenze a lungo termine.
Bruxismo a Lecco: perché una diagnosi precoce può fare la differenza
Uno degli aspetti più insidiosi del bruxismo è che può progredire lentamente nel corso degli anni.
Molti pazienti si accorgono del problema soltanto quando l’usura dentale è già significativa.
Per questo motivo le visite periodiche mantengono un ruolo fondamentale.
Anche quando non sono presenti sintomi evidenti, un controllo regolare consente di individuare precocemente i segni di sovraccarico e valutare le soluzioni più appropriate.
Domande frequenti
Il bruxismo si manifesta solo di notte?
No. Alcune persone stringono i denti anche durante il giorno, spesso senza rendersene conto.
Lo stress è sempre la causa principale?
Non necessariamente. Il bruxismo è considerato un fenomeno multifattoriale.
Il bite cura definitivamente il problema?
Il bite ha principalmente una funzione protettiva e deve essere inserito all’interno di una valutazione clinica personalizzata.
Il bruxismo può consumare i denti?
Sì. Nei casi persistenti l’usura dentale rappresenta una delle conseguenze più comuni.