Scanner intraorale o impronte tradizionali? Cosa consigliamo ai nostri pazienti a Lecco

Quando parliamo di impronte dentali, molti pazienti hanno ancora in mente quella sensazione poco piacevole del portaimpronte pieno di materiale da tenere in bocca per alcuni minuti.

Durante le visite capita spesso che qualcuno ci dica:

“Ho sempre avuto fastidio con le impronte, soprattutto perché mi viene subito il riflesso del vomito.”

È una situazione molto comune. Proprio per questo negli ultimi anni l’odontoiatria ha introdotto tecnologie che consentono, in molti casi, di evitare le impronte tradizionali grazie alla scansione digitale della bocca.

Ma l’impronta digitale è davvero migliore? E soprattutto: è adatta a tutti i pazienti?

 

Come funziona uno scanner intraorale?

Lo scanner intraorale è una piccola telecamera che acquisisce migliaia di immagini della bocca e le trasforma in un modello tridimensionale estremamente dettagliato.

Dal punto di vista del paziente l’esperienza è molto semplice: il professionista passa lo scanner sopra i denti e, nel giro di pochi minuti, sul monitor compare una ricostruzione digitale completa dell’arcata.

Una delle reazioni che osserviamo più spesso in studio è la sorpresa nel vedere i propri denti riprodotti in 3D in tempo reale.

Questo aspetto, apparentemente secondario, è in realtà molto utile perché aiuta il paziente a comprendere meglio la propria situazione clinica.

 

Perché molti pazienti preferiscono l’impronta digitale?

La ragione principale non è la tecnologia in sé.

È il comfort.

Pensiamo ad esempio a:

  • pazienti con forte riflesso del vomito;
  • persone particolarmente ansiose;
  • chi fatica a respirare dal naso;
  • pazienti che hanno avuto esperienze negative in passato.

In questi casi la scansione digitale può rendere la seduta molto più semplice e serena.

Naturalmente non significa che le impronte tradizionali siano sbagliate o superate. Significa semplicemente che oggi abbiamo a disposizione uno strumento in più.

 

L’impronta digitale è più precisa?

Questa è una delle domande che riceviamo più frequentemente durante le visite.

La risposta breve è: nella maggior parte delle riabilitazioni singole e dei trattamenti protesici più comuni, gli scanner intraorali moderni hanno raggiunto livelli di accuratezza molto elevati.

Le revisioni sistematiche pubblicate negli ultimi anni mostrano risultati estremamente incoraggianti per corone singole, faccette e molte altre applicazioni cliniche.

Tuttavia, come accade in ogni ambito della medicina, non esiste una soluzione universale valida per tutti.

Ogni caso deve essere valutato individualmente.

 

Tecnologia sì, ma senza dimenticare il fattore umano

Negli ultimi anni molti pazienti ci chiedono se uno studio sia “moderno” oppure “digitale”.

La nostra risposta è sempre la stessa.

La tecnologia è importante, ma non è il primo elemento da valutare.

Uno scanner intraorale non sostituisce una diagnosi accurata.

Non sostituisce l’esperienza clinica.

Non sostituisce la capacità di ascoltare il paziente.

Gli strumenti digitali permettono di lavorare con maggiore precisione e di migliorare la comunicazione, ma il risultato finale continua a dipendere dalla qualità del percorso terapeutico costruito insieme al paziente.

 

Quando utilizziamo la scansione digitale nel nostro lavoro quotidiano?

Nella pratica clinica la utilizziamo frequentemente per:

  • corone dentali;
  • faccette estetiche;
  • allineatori trasparenti;
  • implantologia;
  • monitoraggio dell’usura dentale;
  • controlli nel tempo.

Molti pazienti apprezzano soprattutto la possibilità di confrontare le scansioni effettuate a distanza di mesi o anni e osservare eventuali cambiamenti in modo immediato.

 

Impronta digitale a Lecco: quale soluzione scegliere?

La scelta tra impronta tradizionale e scansione digitale non dovrebbe mai essere guidata dalla moda o dalla tecnologia del momento.

Dovrebbe invece partire da una valutazione clinica accurata.

Per alcuni pazienti la scansione digitale rappresenta una soluzione particolarmente vantaggiosa. In altri casi, le tecniche tradizionali possono ancora offrire ottimi risultati.

L’aspetto più importante resta sempre lo stesso: individuare il percorso più adatto alle esigenze specifiche della persona che abbiamo davanti.