Fissazione di protesi mobili: overdenture su impianti

La perdita di uno o più denti può derivare da diversi fattori. Il più comune è l’età avanzata, che comporta spesso
una caduta degli elementi dentari. Tuttavia non sono rari i casi in cui una persona possa perdere i denti anche in giovane età, magari a causa di un trauma (incidente stradale, scontro durante un’attività sportiva, caduta accidentale) o di alcune patologie. Grazie all’avanzamento delle tecnologie nei paesi più industrializzati, l’edentulia totale o parziale va progessivamente riducendosi. Tuttavia, considerato anche l’aumento della popolazione anziana, è bene conoscere le migliori e più moderne tecniche che consentono di sopperire alle carenze totali o parziali.

La mancanza di uno o più denti, oltre a comportare forti problemi nella masticazione (con conseguenti difficoltà anche a livello digestivo), mette il paziente in una condizione psicologica molto complicata. L’edentulia è infatti molto invalidante anche da un punto di vista prettamente estetico, ed è pertanto necessario intervenire affinchè la persona interessata torni a svolgere una vita del tutto normale. Per oltre un secolo la soluzione più indicata per sopperire alla caduta degli elementi dentari è stata l’installazione delle protesi.

Tuttavia, mentre per buona parte dei pazienti l’aggiunta di una protesi non comporta alcun problema, per altri possono invece manifestarsi dei disagi che, a lungo andare, possono presentare complicazioni a livello masticatorio e fonatorio. D’altronde con l’avanzare della tecnologia e i cambiamenti culturali, sono sempre più numerosi gli anziani che mal sopportano le protesi totali, specialmente quelle inferiori, che troppo spesso presentano dei chiari deficit di stabilità e costringono il paziente a utilizzare le paste adesive, fino a farne un vero e proprio abuso.

Ecco perchè negli ultimi tempi gli specialisti cominciano a preferire una tecnica diversa rispetto alla tradizionale protesizzazione totale: si tratta della overdenture su impianti rimovibile dal paziente, che consiste in una protesi che può essere appunto rimossa dal paziente stesso per la pulizia, ed è ritenuta/sostenuta da impianti dentali.

A rafforzare questa tendenza ci sono anche i vari risultati che emergono dagli studi compiuti negli ultimi decenni, che mostrano effettivi benefici nell’inserimento di una overdenture su impianti piuttosto che una protesi totale: i miglioramenti evidenziati dai pazienti sono talmente significativi da rendere l’overdenture mandibolare, piuttosto che la protesi convenzionale, la prima opzione di trattamento nella gestione dell’edentulo mandibolare. L’overdenture su impianti garantisce un effetto benefico immediato anche a livello psicologico, ma non è tutto: la tecnica, infatti, favorisce anche una maggior preservazione dell’osso residuo, prevenendo il perpetuarsi del riassorbimento.

Le overdenture su impianti si dividono essenzialmente in due categorie. La prima prevede delle strutture sostenute principalmente dai tessuti (implanto-ritenuta), dove gli impianti danno principalmente la ritenzione della protesi. All’interno della mandibola è necessario inserire almeno 2 impianti, mentre nella mascellare superiore il numero minimo è 4. Discorso diverso, invece, per la protesi overdenture implanto-supportata, che richiede un minimo di quattro impianti nella mandibola e cinque (o sei) nel mascellare superiore. Quando il paziente mastica, le forze si scaricano sugli impianti: questo consente di ridurre la flangia al minimo.

L’overdenture su impianti è quindi una soluzione decisamente migliore rispetto alla protesi totale convenzionale, che dovrebbe essere scelta unicamente quando lo specialista si rende conto dell’impossibilità di inserire impianti. L’overdenture sui impianti è la migliore scelta possibile per i pazienti che sono stati per lungo tempo edentuli, perchè permette in maniera semplice di compensare la perdita sia dei tessuti duri che di quelli molli.

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